sabato 20 aprile 2013

Reisenthel carrybag... Claudia la porta a Venezia!

“Signora, c’è – ancora! - un pacco per lei!”. Luca, il portiere che mi tiene posta e corrispondenza, è sempre più sorpreso da questo continuo arrivo di scatole e scatolette: purtroppo per lui, non legge Casafacile e non sa che il compito delle family tester è un impegno intenso e continuo! "Ma credo che ci sia un errore: anche se la bolla di spedizione è a suo nome, sul pacco è riportato un indirizzo di Vicenza”. Comincia così, con un piccolo mistero, l’incontro con il nuovo prodotto da testare: la coloratissima carrybag della Reisenthel, nell’allegra fantasia arancio a grandi pois bianchi (il nome ufficiale è “carrot dots”, mai nome fu più azzeccato…), inizialmente destinata alla co-tester Anna (si, lo spedizioniere deve aver fatto un bel po’ di confusione!) e che si rivelerà essere talmente pratica e capiente che… mi accompagnerà anche in viaggio come contenitore di scorta! Ma andiamo con ordine…

La Reisenthel, ditta che ha le sue radici a Gilching, una cittadina della Baviera non lontana da Monaco, produce da ben 40 anni prodotti eleganti, innovativi e di design, che aiutano a rendere piacevole e “fashion” lo shopping e il viaggiare. Borse, sacche, contenitori, trousse, carrelli per la spesa e da 10 anni anche lei, la mitica carrybag, l’evoluzione del cestino di paglia con cui tanti anni fa, ben prima che le buste di plastica invadessero il mondo (inquinandolo!), si facevano acquisti o si trasportavano merci e materiali. Evoluzione si, ma totalmente tecnologica: la Carrybag è fatta di alluminio e di robusto tessuto di poliestere, ovvero leggerezza e resistenza coniugate al massimo livello!


Il modello che mi è stato inviato riesce a contenere fino a 22 litri di capacità e può sopportare fino a 30 chili di peso, comunque ben più di quanto potrei portare io, ed esiste in diverse versioni (anche modello con ruote, borsa frigo, cesto per biciclette) ed addirittura in dimensione formato bambino!. In più, la carrybag è igienica (la stoffa in poliestere – che si stacca dal manico rapidamente grazie ad un ingegnoso sistema di multi-straps in velcro - si può lavare con acqua e detersivo delicato oppure, personalmente testato, con un ciclo veloce di lavatrice a 30°); ha i piedini sul fondo che impediscono il contatto della stoffa con il suolo, una comoda taschina interna chiusa da zip (ideale per riporre denaro e chiavi di casa) ed è declinata in decine di fantasie colorate adatte a tutte le età e ad ogni gusto. E per ottimizzare la spesa, volendo sul sito internet della Reisenthel è possibile trovare anche il cesto di stoffa di ricambio.

Il plus della carrybag? Può essere richiusa fino ad occupare pochi centimetri di spessore: il manico, rivestito di morbida gomma antiscivolo, si ripiega completamente per occupare meno spazio e le 4 aste di plastica rigida che tengono in tensione il cestino si sfilano facilmente: è talmente pratico che viene la voglia di averlo sempre con sé!


Testare la carryBag è stato divertente: andando a fare la spesa al mercato vicino casa mi sono sentita un po’ Cappuccetto Rosso e un po’ la “donzelletta che vien dalla campagna”, ho sorpreso il mio verduraio di fiducia che ha spalancato gli occhi vedendo il cesto (“a signo’, ma che è sta’ bella panierina che se’ porta?”- scusate, ma parla proprio così!) ed ha molto apprezzato la possibilità di mettere frutta e verdura ben ordinate senza il rischio di schiacciare le fragole sotto le mele o i funghi sotto le patate, come talvolta accade con i sacchetti di plastica. Non solo per andare a fare la spesa, però…

Anche se la carrybag nasce come accessorio ecologico per lo shopping (e la sua praticità come contenitore per la spesa è indiscussa), è una cesta poliedrica e trasformista che grazie ai suo colori allegri, al design lineare, alle dimensioni contenute ed agli innumerevoli tessuti in cui viene proposta, può trovare facilmente collocazione in casa come complemento di arredo o pratico contenitore da tenere ben in vista. Quando non la utilizzo in “versione shopper” è perfetta per riporre i tanti gomitoli di lana in attesa di essere crochettati, come ricovero temporaneo per i peluches in cerca di miglior collocazione, come cesta portariviste, oppure per spostare i vasi da un balcone all’altro (senza timori di sporcarla perché si lava!). E’ talmente versatile che si è anche trasformata in cuccia di emergenza per il piccolo Arthur, il cucciolo di Laura!


Quale occasione migliore per testare le doti della carrybag se non il week end che io e Francesco abbiamo trascorso in febbraio alla scoperta di Venezia? Siamo partiti da Roma con il treno e per limitare il peso e l’ingombro dei bagagli abbiamo portato con noi una sola valigia, dove il super-cestino ha facilmente trovato posto.  Leggerissimo, si è rivelato estremamente pratico da portare lungo le calli ed i campielli di Venezia (in dotazione ha una pratica sacca con manici per portarlo quando è chiuso), ci ha accompagnato nei viaggi in vaporetto, ha salito e sceso con noi i tanti ponti e ponticelli, ha fatto il vanitoso passeggiando tra i banchi colorati del mercato di Rialto, si è perso in mezzo ai venditori di pesce ed ha mostrato la sua bellezza in mezzo agli incarti dorati delle cioccolate e dei dolci delle drogherie. Si è reso utile trasportando le indispensabili guide e mappe, le bottiglie di acqua, la frutta ed i panini con cui abbiamo pranzato (cerchiamo sempre – per quanto possibile - di viaggiare low cost!) ed è diventata la star indiscussa delle foto scattate lungo il Canal Grande mentre aspettavamo l’imbarcazione che ci avrebbe accompagnato a Murano per visitare le vetrerie.

Una carrybag giramondo, in grado di contenere in modo sicuro i piccoli acquisti fatti nella città lagunare: biscotti, dolci friabili e due vasetti di vetro.

P.S.: Nel viaggio di ritorno la Carrybag ha trovato facilmente posto nel vano portabagagli del treno e gli acquisti, che avrebbero avuto vita assai breve nella valigia, sono arrivati a casa sani e salvi!

Nessun commento:

Posta un commento